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Officina della Commedia dell’Arte ha l'obiettivo di mantenere viva la tradizione dei commedianti italiani della “commedia all’improvviso” attraverso la produzione di spettacoli teatrali e l'organizzazione di percorsi formativi specifici (stage, seminari, incontri).
Attraverso l’opera minuziosa svolta durante lo stage Officina Commedia dell’Arte, nelle varie edizioni del laboratorio, vi sono stati lavori finali che hanno dato vita a veri e propri spettacoli di Commedia dell’Arte, prodotti da Kalambur Teatro. In seguito sono stati presentati in alcune edizioni del Carnevale di Venezia, oltre che nei teatri italiani attraverso tournèe. Tra le varie produzioni spiccano: “Il Volpone ovvero l'Avaro” liberamente tratto da l'Avaro di Carlo Goldoni e “ Il Bugiardo ovvero l'arte dell'invenzione” di Carlo Goldoni

 

Il Volpone ovvero l'avaro
liberamente tratto da l'Avaro di Carlo Goldoni e opere varie

volpone

Lo spettacolo
L’intreccio della trama si dipana con leggerezza, ironia e momenti di intensa umanità, attraverso scene che si ispirano all’opera di Carlo Goldoni, Molière e Ben Jonson. Ciò che ne emerge è una drammaturgia in cui il tema principale è quello della miseria umana, nelle sue forme più meschine e ridicole e attraverso i meccanismi più elementari e contemporanei: denaro, potere, sesso, ambizione.
Lo sviluppo della trama è impreziosito da musiche dal vivo, danze, combattimenti, pantomime, momenti di poesia e satira sociale, personaggi inattesi...
Lo spettacolo, particolarmente adatto a famiglie e bambini, si inserisce in una cornice stilistica tipica della maschera e della Commedia dell’Arte, con amori, intrighi, travestimenti, trasformazioni, colpi di scena, agnizioni. In azione le maschere classiche di Commedia: Zanni, Arlecchino, Pantalone, Dottore, Capitano, Innamorati, ...inserite in un contesto moderno e con un contenuto drammaturgico attuale ed originale.

La trama

Il protagonista è Volpone, un ricco veneziano rimasto senza figli, che si finge moribondo per farsi beffe di chi, fingendosi amico, mira a ereditare il suo patrimonio. Questi amici Voltore, Corbaccio e Corvino (ricchi e potenti uomini della città lagunare) fanno a gara a coprirlo di doni, ognuno nella speranza di essere nominato suo unico erede. Facendo leva su ciò e sul fido aiuto del suo servo Mosca, Volpone si fa ricoprire di doni e li umilia continuamente (di nascosto e con l’inganno) coprendoli di ridicolo e facendo uscire la loro vera natura. Il tutto fino a che Volpone, come estremo tentativo di inganno arriva a desiderare la bellissima e segregata moglie di Corvino, Clelia.
Crovino, persuaso dal servo di Volpone, Mosca, che congiungendosi con la donna il vecchio tirerebbe le cuoia, si precipita a portargli la moglie a casa. L’inganno però viene scoperto dalla contemporanea presenza di Bonario (figlio di Corbaccio) che con l’inganno viene convinto da Mosca di essere stato diseredato dal padre. Lo scandalo arriva fino al tribunale, dove però l’arte oratoria di Voltore (avvocato di grande fama) salva in extremis Volpone e i suoi amici. Tornato alla “normale” vita Volpone vuole fare l’ultimo e più sublime inganno: nomina suo erede Mosca e fa spargere la notizia della propria morte. Mosca, astuto conoscitore dell’arte del padrone e bramoso anche lui dell'eredità, finirà per superare l’arte del suo maestro, scrivendo così un finale inatteso e ricco di sorprese…

 
Interpreti:
Alessandro j. Bianchi,Gabriella Italiano, Moreno Petroni, Alessio Nardin, Emilia Scarpati/Alessandra Lovin

Maschere   Gianfranco Gallo, Alberto Dall’Abaco
Costumi   Bacci Atelier
Danze e Coreografie   Grazia La Naia
Drammaturgia   Alessio Nardin  (con il contributo degli attori)
Regia   Alessio Nardin

 

Il Bugiardo
ovvero l’arte dell’invenzione
di
CARLO GOLDONI

Prodotto da Kalambur Teatro

Regia  Alessio Nardin
bugiardo

 

Immagine da prendere nel sito Kalambur

Lo spettacolo
L’intreccio della trama si dipana con leggerezza, ironia e momenti di intensa umanità, attraverso scene che si ispirano a canovacci di origine spagnola, a Pietro Cornelio, ed infine all’opera di Goldoni. Ciò che ne emerge è una drammaturgia in cui il tema principale  è quello della bugia come prima forma di creazione artistica, come ingenua possibilità di vedere il mondo in modo diverso e, forse, migliore: tutto questo si dipana attraverso lo svolgersi di intrighi amorosi, amori, gelosie, potere, denaro e miserie sociali. Lo sviluppo della trama è impreziosito da musiche dal vivo, danze, combattimenti, pantomime, momenti di poesia e satira sociale, personaggi inattesi...
Lo spettacolo, particolarmente adatto a famiglie e bambini, si inserisce in una cornice stilistica tipica di Commedia dell’Arte, con amori, intrighi, travestimenti, trasformazioni, colpi di scena, agnizioni. In azione le maschere classiche di Commedia: Zanni, Arlecchino, Pantalone, Dottore.

La trama
Lelio, figlio di Pantalone, dopo essere vissuto in modo avventuroso e dissoluto a Napoli, torna a Venezia, dove appena arrivato continua ad affidandosi al suo estro di bugiardo impenitente. Appena giunto incappa nel pieno di una serenata che Florindo, amante timido, rivolge segretamente a Rosaura. Quest’ultima si ritrova sul terrazzo di casa con la sorella Beatrice, con la quale rivaleggia continuamente. Senza indugio Lelio, assistito dal fido servo Arlecchino, si fa avanti, attirando l'attenzione delle due fanciulle (figlie di Scolastica, vedova di un famoso dottore di Bologna ed ora in rovina) attribuendosi il merito dell'omaggio canoro. Di qui inizia un rutilante gioco di "spiritose invenzioni", come il fantasioso protagonista definisce le sue menzogne: s'inventa diverse false identità: si dichiara un ricco cavaliere napoletano invaghito di Rosaura, si finge un amico di se stesso con il padre, si vanta di aver goduto i favori delle sorelle con il severo Ottavio, amante di Beatrice. Anche quando  è colto in flagrante e/o è smentito dai fatti, non si perde d'animo e cambia con scaltrezza identità e storia, riuscendo comunque convincente. Tutto questo sino a quando le sue bugie raggiungono dimensioni che nemmeno lui riesce a controllare…


Interpreti   Silvia Benedini, Andrea Cereda, Cristina Gianni, Giovanni Longhin, Annagaia
Marchioro, Alessio Nardin, 
Maschere   Gianfranco Gallo
Costumi   Silvia Benedini
Danze e Coreografie   Vitalba D'Aguanno
Drammaturgia   Alessio Nardin  (con il contributo degli attori)
Regia    Alessio Nardin

 

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